Al chiaro di luna

et lux perpetua luceat

Dorme la casa

nell’ignara quiete:

la notte tace,

distesa nel buio.

 

Poi d’improvviso

quel trillo stonato

violenta il sonno

(cos’è successo?).

 

E subito voci,

brusio concitato,

parole tese

di chi già conosce

e non spera più

(cosa è successo?)

 

S’apre una porta

lontano, ne esce

quella domanda

taciuta, ma ferma:

cos’è successo?

 

Allora si cercan

parole e sguardi

per dire ad un uomo:

 

tuo padre

è morto.

 

(uno ad uno senza fretta/ ci scorgeremo, di spalle,

scender quella strada stretta/ lungo il tempo fino a valle.

Sempre con la sensazione/ che comunque è ingiusto

e troppo presto e, di fatto,/ estremamente sbagliato)

 

 

 

Poi è ovvio che in quelle ombre grasse d’incenso,

sotto a colonne di pietra tanto alte a spalancare distanze verticali,

-che sono graffi su cuori già martoriati a morte-

è ovvio che il peso dell’aria si fa tanto gravoso

da costringere a genuflettersi al cospetto di un fantasma.

Per non sentirsi nell’inutile attesa come oggetti appoggiati.

 

 

Ancora quel velo

di gelo m’asciuga

gli occhi che guardano

altrove.

Autore: wrath Categoria: Categoria default Letto 65x volte martedì, 10.11.09 21:13:49 Permalink Punti "Karma": -2. Ti piace questo articolo? [SI/NO]

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